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ISTITUTO SECOLARE delle MISSIONARIE DEGLI INFERMI "CRISTO SPERANZA" |
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L'Istituto secolare Missionarie degli infermi “ Cristo speranza”
ha avuto il suo primo riconoscimento da parte della Chiesa il 25
marzo 1948. La specifica identità dell'Istituto unisce alla
consacrazione vissuta nel mondo la “missione” verso i sofferenti in una spiritualità di speranza. La fondazione La nascita e la storia dell’Istituto si intrecciano con la vita della fondatrice, Germana Sommaruga, nata a Cagliari il 25 maggio 1914. I doni di grazia, di cui Dio ha arricchito Germana perché li ponesse a suo servizio, si sono innestati in una personalità vivace e riflessiva, acuta e critica, tenace e volitiva, aperta al nuovo, in continua e appassionata ricerca del bene, Germana ha spesso precorso i tempi. Si laureò all’Università Cattolica di Milano, discutendo una tesi sull’opera di S. Camillo nell’assistenza agli infermi; col passare degli anni ne divenne studiosa ed esperta, fino a pubblicare diverse biografie del Santo. Ebbe la “prima idea” dell’Istituto il 6 gennaio 1936, quando gli Istituti secolari non esistevano ancora: l’intuizione della consacrazione secolare era chiara in lei, le modalità di attuazione ancora indefinite. Mons.Giovanni Cazzani, allora arcivescovo di Cremona, seguì con paterna sollecitudine gli inizi dell’Istituto, fino a riconoscere, il 25 marzo 1948, il nuovo Istituto secolare di diritto diocesano. Altre tappe nel riconoscimento dell’Istituto da parte della Chiesa furono: - il “decreto di lode”, il 15 luglio 1953, dal Papa Pio XII - l’approvazione definitiva dell’Istituto di Diritto pontificio, il 6 gennaio 1961, dal Papa Giovanni XXIII - l’approvazione definitiva della Costituzione, il 6 agosto 1975, dal Papa Paolo VI. Coerente con lo stile della nostra scelta di vita, nel febbraio ‘88 lasciò la sua abitazione di Milano per vivere in casa di riposo a Capriate (Bergamo) presso i Camilliani, dove concluse la sua esistenza terrena il 4 ottobre 1995. Spiritualità e carisma “Cristo Speranza”, è la sintesi vitale della nostra vocazione. La spiritualità della speranza anima e illumina ogni aspetto del carisma: la vita consacrata, l’apostolato nel mondo, la “missione” tra chi soffre. La spiritualità della speranza ci insegna a guardare con simpatia e ottimismo cristiano ogni persona, e il mondo con tutte le sue realtà, amandolo come luogo della presenza di Dio, che continua a operarvi con la sua Grazia. La spiritualità della speranza è essenziale anche per accostare il mondo della sofferenza: spiritualità e “missione” dell’Istituto si intrecciano e si completano a vicenda. Tre sono le caratteristiche essenziali ed inseparabili del carisma dell’Istituto: - la consacrazione, vissuta come dono nella sequela di Cristo, che ha offerto la vita per realizzare il progetto d’amore e di salvezza del Padre; - la secolarità, trova il modello nell’incarnazione di Cristo che ha condiviso la vita della sua gente e del suo tempo, come uomo e Figlio di Dio; - la “missione”, come partecipazione alla missione di speranza di Gesù, che ha annunciato a tutti l’amore del Padre, accostando sofferenti di ogni tipo e che, con la sua Resurrezione, è diventato nostra Speranza. Consacrazione secolare “...è dal profondo del vostro cuore che voi consacrate il mondo...” (Paolo VI) I vincoli della consacrazione secondo i Consigli Evangelici si esprimono nella vita della persona, aiutandola a realizzarsi nella pienezza del dono. Il dono del celibato consacrato diviene libertà del cuore per un’apertura a un amore universale. La disponibilità a cercare e realizzare ciò che piace al Padre, sia nelle situazioni della vita di ogni giorno, sia nelle scelte più importanti, è espressione di obbedienza vissuta come dono. Riconoscere e amare Gesù povero nei fratelli determina la libertà interiore, la solidarietà e il distacco da ciò che siamo e abbiamo, sollecitandoci alla povertà evangelica vissuta in forma laicale. Per vivere questo ideale che la Costituzione ci propone occorre che la vita intera trovi equilibrio e armonia nella preghiera che scaturisce anche dalla vita, dai contatti coi fratelli, dalle attese e speranze di cui siamo partecipi. Presenza nel mondo “Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze, che questo mondo dove Dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità” (Madeleine Delbrel) Fondamento della nostra presenza al mondo è il mistero di Gesù nella sua vita a Nazareth, dove ha vissuto la sua esperienza umana, come ogni uomo del suo tempo e del suo ambiente, non distinguendosi in nessun modo come Figlio di Dio, pur essendo già redentore e salvatore. La contemplazione di questo Mistero ci spinge a impegnarci e a condividere con spirito missionario qualunque attività e professione, in ogni ambiente e situazione, cercando di essere sale, luce, fermento di verità nella carità (cf Ef. 4,15). Missione “La testimonianza evangelica a cui il mondo è più sensibileè quella dell’attenzione per le persone e della carità verso i poveri, i piccoli, verso chi soffre.” (Giovanni Paolo II) Uomo tra gli uomini, Gesù ne ha compatito le debolezze, li ha soccorsi nelle prove e infermità, ne ha condiviso le sofferenze, ha invitato a sé gli affaticati e gli oppressi. Per vocazione cerchiamo di seguirne le orme, vivendo la missione specifica verso i sofferenti. Ispirandoci alla spiritualità di S. Camillo de Lellis vogliamo essere presenza di Cristo risorto, Speranza degli uomini, tra i più piccoli dei suoi e nostri fratelli: malati, morenti, anziani, handicappati, emarginati, oppressi da qualunque patimento e sofferenza fisica e psichica. Con questo spirito ci impegniamo nelle diverse professioni, non soltanto sanitarie, in ogni campo di volontariato e in ogni realtà sociale o ecclesiale, aperte a tutte le opere di misericordia cristiana, secondo le situazioni e possibilità personali. Diffusione dell'Istituto L’Istituto sente che il suo impegno missionario, consiste nel collaborare con la Chiesa in altri Paesi e di sostenere con la formazione e la fraternità, le persone del luogo chiamate alla secolarità consacrata, secondo questo carisma, nel loro contesto di vita. Fin dal 1962 l’Istituto ha cominciato a diffondersi al di fuori dell'Italia in Francia, Belgio e Polonia; ora siamo presenti in America Latina ( Brasile, Argentina, Perù e Colombia), Asia ( Taiwan e Vietnam), Africa (Madagascar e Cameroun): è questo il contributo specifico dell’Istituto come servizio alle diverse Chiese locali ed è concreto riconoscimento dell’azione dello Spirito, che soffia dove e come vuole e suscita vocazioni in qualunque Paese, popolo ed etnia. Una vita in comunione, nella diaspora L’Istituto garantisce la chiamata riconosciuta dalla Chiesa e assume la responsabilità di aiutarci a realizzare la nostra vocazione con stile personale secondo lo spirito della Costituzione. Pur trovandosi di fatto in diaspora, la comunione fraterna, è un punto di forza e di sostegno nelle difficoltà della vita. L’Istituto ha anche un compito di aiuto e di verifica, perché la nostra vita si snodi fino alla fine in fedeltà alla Consacrazione assunta per sempre. Anche attraverso i gruppi locali, l’Istituto ci offre i mezzi formativi, che aiutano ciascuna a crescere nel dono di sé a Dio, nella vita interiore e nel servizio apostolico ai fratelli, in particolare nella “missione”, nello stile della secolarità. L’Istituto rimane per ognuna come l’albero che apre i suoi rami in ogni direzione, e che continua a nutrire con la sua linfa chi gli resta saldamente unito. La formazione La nostra formazione avviene nel mondo, dove viviamo e operiamo; la secolarità investe infatti anche il nostro modo di formarci/autoformarci, con uno stile personalizzato e l’uso di strumenti adatti secondo le condizioni di ambiente, di famiglia e di lavoro, il servizio svolto... L’obiettivo di questa formazione è che la persona cerchi la volontà di Dio nella sua vita, impegnandosi a realizzare con disponibilità ciò che può tornare più gradito al Padre. Il cammino di discernimento e di preparazione è lungo, intenso e graduale, e aiuta la persona a vivere la propria realtà familiare, lavorativa, apostolica, nella Chiesa locale, perchè impari a essere missionaria “ nella pasta del mondo” e verifichi la capacità e la disponibilità ad assumere per la vita una consacrazione radicale. Segni di Vocazione La persona che avverte una chiamata e desidera rispondere all’amore di Dio, deve scoprire i segni di una spiritualità specifica, di cui il Signore ha già posto in lei il germe. La risposta alla chiamata di Dio potrà concretizzarsi nel cammino verso l’Istituto se la persona riconoscerà in sè alcuni elementi essenziali: - desiderare di condividere con gli altri ogni realtà o situazione, per esprimere nel concreto la certezza che niente ci può separare dall’amore di Dio e che in qualunque realtà, lavoro, ambiente, il Vangelo può essere vissuto e divenire criterio fondamentale nelle scelte. - desiderare che la propria vita, al di là del fare, sia una risposta d’amore all’ amore gratuito di Dio, che trasforma il dono limitato dell’uomo in bene infinito per l’umanità; - desiderare di porsi con atteggiamento di servizio e di speranza accanto a qualunque persona in difficoltà, per alleviarne la sofferenza e, dove non è possibile, condividerla e valorizzarla alla luce di quella di Cristo. Per comprendere la chiamata è essenziale: - pregare lo Spirito perchè doni chiarezza e perseveranza; - dialogare con una persona che, conoscendo le nostre aspirazioni e i diversi carismi nella Chiesa, possa essere di aiuto nel discernimento. Gli associati: parte viva della “Famiglia Cristo Speranza” “Gli Associati sono nati dalle radici della stessa pianta ed è una gioia veder crescere “nuovi polloni”, altre persone sensibili agli stessi valori, alla stessa “missione”. (Germana) La spiritualità dell’Istituto e lo spirito della “missione” sono condivisi con gli Associati che si impegnano a tendere alla vita evangelica nel proprio stato di vita,seguendo la spiritualità dell’Istituto e vivendone la “missione”. Attualmente vi sono due rami di Associati: + le Collaboratrici “Cristo Speranza”: nubili, coniugate, vedove o comunque rimaste sole. Condividono la missione della Chiesa, cercando di essere attente in tutti i modi a chi è nel bisogno, per portare Cristo a quanti soffrono, e vivere così la specifica missione di misericordia, di annuncio evangelico e di speranza.. + le Comunità Familiari “Cristo Speranza”, unite dal sacramento del matrimonio e arricchite dall’esperienza della vita familiare, dell’amore reciproco e dei figli, tendono a vivere la loro realtà nello spirito delle Beatitudini; e nello spirito della “missione” verso chi soffre. Per eventuali chiarimenti e contatti diretti ISTITUTO SECOLARE MISSIONARIE DEGLI INFERMI “CRISTO SPERANZA” Via Paolo Rotta 10 - 20162 Milano Tel. e Fax (0039).02.6470752 oppure segreteria@ist-sec-mdi-cristo speranza.org www.ist-sec-mdi-cristo speranza.org oppure in Diocesi di Bergamo: Giuliana 035.541691 |
